Consigli per l'igiene orale

Pulizia dei denti

pulizia dentale

Per mantenere la bocca in salute, così come tutti i dentisti, anche gli esperti dello Studio Garbo e Giraud di Torino consigliano, di osservare una scrupolosa igiene orale. Molti però non forniscono al paziente le adeguate istruzioni per farlo correttamente. Gli strumenti necessari si suddividono in:

  • pulizia delle superfici interne ed esterne dei denti: spazzolino manuale o elettrico;
  • pulizia degli spazi interdentali: filo interdentale, archetti con filo premontato;
  • pulizia degli spazi interdentali uniti da protesi: scovolini interdentali e superfloss;
  • pulizia dei dettagli protesici o zone difficili da raggiungere: spazzolini monociuffo angolati.

Inoltre, per ottenere una corretta igiene con lo spazzolino manuale, occorrono cinque minuti di spazzolamento (due con lo spazzolino elettrico)! La tecnica che consiglio si chiama “tecnica di Bass” e consiste nell’appoggiare lo spazzolino con le setole inclinate a 45 gradi verso la gengiva ed effettuare movimenti rotatori piccolissimi (quasi una vibrazione) tali da movimentare le setole senza spostarne la punta: in questo modo le punte delle setole puliscono il solco tra dente e gengiva e i lati delle setole stesse puliscono in modo poco aggressivo le superfici dei denti (così da evitare abrasioni da spazzolamento).

Una volta posizionato lo spazzolino su un gruppo di denti il paziente deve movimentarlo per 20 secondi (può contare mentalmente), quindi si sposterà sui denti contigui per altri 20 secondi e così via. Occorre seguire l’andamento delle arcate dentarie e spingere alternativamente più sulla punta o sul tacco dello spazzolino per raggiungere in egual modo tutte le superfici. Il manico va sempre tenuto orizzontale e, raggiunto il centro della bocca, va ruotato di 180° per averlo sempre in posizione favorevole. Occorre ricordare di passare "dietro” l’ultimo molare e raggiungere le superfici interne (che vanno spazzolate per uguale tempo). La parte interna dei denti inferiori va pulita con il tacco dello spazzolino, che seguirà la superficie interna dei denti uno alla volta, sempre per venti secondi. Terminate le superfici interne ed esterne di un’arcata ci si dedicherà alla porzione masticante dei denti posteriori, l’unica su cui si effettua un movimento “avanti-indietro” a spazzola. Si passa quindi all’altra arcata trattandola analogamente (ricordarsi di cambiare l’inclinazione che va sempre a 45° verso la gengiva. Se passate allo spazzolino elettrico, si tratta solo di “guidare” lo spazzolino (sempre con le stesse inclinazioni), poiché il movimento viene impresso dallo spazzolino stesso.

Con gli spazzolini si puliscono due delle 4 facce di ciascun dente; mancano ancora le superfici tra un dente e l’altro. Per pulirle si usa il filo interdentale. Il filo più facile da usare è il monofilamento in Goretex: è molto robusto e scivola bene tra i denti senza sfilacciarsi. Se ne taglia un pezzo di circa 40 centimetri e se ne avvolge un po’ sul dito medio di una mano (per bloccarlo) e tutto il resto sul medio dell’altra, lasciando libero un pezzo di 4-5 centimetri per passarlo fra i denti, guidato dagli indici (uno all’interno della bocca, l’altro fuori). Occorre far strisciare il filo su entrambe le superfici di ciascuno spazio avvolgendo a “C” il filo intorno al dente e lavorando “in uscita” per rimuovere la placca. Quando il filo è sporco si avvolge un giro intorno al medio di una mano recuperandone altrettanto dalla mano dove avevamo avvolto il “pezzo lungo”. Chi si trovasse in difficoltà, per scarsa manualità o pigrizia, può avvalersi di un archetto col filo premontato, avendo cura di spingere alternativamente verso entrambe le superfici dello spazio interdentale per piegare efficacemente a “C” il filo durante la sua azione (sempre in uscita, dalla gengiva verso la parte masticante dei denti).

Tutto ciò, con questa attenzione, va effettuato almeno una volta al giorno: la placca impiega 48 ore a iniziare a calcificarsi e originare il tartaro (che può essere rimosso solo professionalmente), se la rimuoviamo prima non sarà necessario effettuare sedute di pulizia dal dentista e, soprattutto, manterremo sani denti e parodonto (gengive e osso di sostegno dei denti). Chi è portatore di ponti, alle operazioni suddette, dovrà aggiungere la detersione degli spazi tra i denti uniti fra loro, con l’uso degli scovolini o del superfloss (un filo con un’estremità rigida che può essere facilmente infilata sotto il punto di collegamento dei ponti e fatto scorrere nello spazio per pulirlo).

L’uso dell’idropulsore non può sostituire il filo o lo scovolino (aiuta, semmai, a sciacquare i residui già staccati dal filo). Il collutorio con clorexidina (l’agente in grado di controllare chimicamente la placca batterica) va usato solo quando non sia possibile usare lo spazzolino (ad esempio per la presenza di una ferita o di punti di sutura) e per il solo tempo necessario alla guarigione in quanto questo principio attivo altera la percezione dei gusti e tende a macchiare i denti (tutti fenomeni che scompaiono velocemente alla sospensione del trattamento). Gli altri collutori sono piacevoli nel profumare l’alito, ma scarsamente efficaci contro la placca. Anche il tipo di dentifricio usato è poco importante rispetto all’utilizzare una buona tecnica di spazzolamento e cambiare lo spazzolino appena le setole iniziano a usurarsi (circa ogni 2-3 mesi). Spiegare a parole una procedura pratica non è facile; nel nostro studio siamo a vostra disposizione per istruirvi molto più efficacemente.

La reazione della placca

igiene orale

Gli esperti dello Studio Garbo e Giarud di Torino forniscono alcuni consigli e raccomandazioni per il mantenimento dell'igiene orale.

La placca dentale contiene dei batteri che sono normalmente presenti in bocca. Dopo aver mangiato, la placca aumenta; è facile apprezzarne la presenza con la lingua poiché si avverte la consistenza di pellicola crespa sui denti. Quando si mangia zucchero o cibi contenenti amido, i batteri della placca entro 20 minuti danno inizio ad una reazione che produce acidi che rimangono in bocca fino a quando non ci spazzoliamo i denti. L'acido viene a contatto con lo smalto del dente ed ha inizio il processo carioso. La saliva aiuta a neutralizzare la placca, dissolvendola (processo di autodetersione). Durante la giornata, l'azione detergente della saliva può essere stimolata masticando delle gomme senza zucchero. All'opposto, il flusso salivare e il potere detergente della saliva sono ridotti durante il sonno. Per questo è importante eliminare la placca usando lo spazzolino prima di andare a dormire.

Denti puliti e forti

consigli igiene orale

Lo Studio Garbo e Giraud di Torino spiega come una corretta igiene orale è di fondamentale importanza per evitare la formazione di carie, il suo scopo è l'allontanamento dal cavo orale delle sostanze cariogene, rappresentate dai residui alimentari e dalla placca batterica. Per ottenere tale risultato i denti vanno lavati dopo ogni pasto e con particolare cura la sera, in quanto durante la notte eventuali residui alimentari sono facilmente trasformati in acido dai batteri presenti nella placca. Lo spazzolino deve avere della setole di durezza media e la testina deve essere abbastanza piccola in modo da poter raggiungere facilmente tutte le superfici dei denti. I denti vanno lavati tenendo la bocca semiaperta e pulendoli a gruppi di 2-3 per volta, il movimento dello spazzolino deve essere in senso verticale, andando dalla gengiva verso i denti (come quando si pulisce il pettine con una spazzola), solo sulle superfici masticatorie risulta efficace un movimento orizzontale. L'uso del filo interdentale è un valido aiuto per la pulizia degli spazi esistenti tra un dente e l'altro, il suo uso è da considerarsi fondamentale nei casi di affollamento dentario, dove si creano delle nicchie difficilmente raggiungibili con lo spazzolino. Le compresse rilevatrici di placca sono utili sia per evidenziare le zone dove si
accumula la placca che per verificare il corretto uso dello spazzolino, infatti, se sciolte in bocca dopo aver lavato i denti permettono di individuare quelle zone dove non si è pulito bene, e quindi di capire dove insistere con lo spazzolino. Bisogna inoltre ricordarsi di effettuare periodicamente una pulizia dei denti presso il proprio dentista di fiducia, allo scopo di rimuovere il tartaro che si deposita sui denti e che lo spazzolino non riesce ad eliminare.

Una corretta alimentazione prevede l'assunzione in modo equilibrato di proteine, lipidi, carboidrati, vitamine e sali minerali. Il termine carboidrati comprende sia molecole semplici quali il glucosio, saccarosio, fruttosio ecc. (zuccheri) che molecole più complesse come l'amido presente nel pane, nella pasta e nelle patate, quest'ultimo è scisso nello stomaco in carboidrati semplici che saranno assorbiti dall'organismo. I carboidrati semplici (zuccheri) come già visto rivestono un ruolo fondamentale nella formazione della carie, essi però, anche se non sono indispensabili per una corretta alimentazione, non devono necessariamente essere eliminati dalla dieta, infatti, al fine di prevenire la carie è sufficiente una corretta igiene orale dopo l'assunzione di alimenti dolci. Molto importante è anche la consistenza degli zuccheri ingeriti, infatti, risultano maggiormente dannosi gli alimenti molto viscosi, come marmellata, miele, caramelle o cioccolato, i quali aderiscono ai denti aumentando così la loro permanenza nel cavo orale, mentre le bevande zuccherate avendo un veloce transito e una breve permanenza nella bocca risultano meno dannose.

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